Le Maschere alpine di Sauris

Esiste una tradizione antichissima che rimane viva ancora a Sauris e in poche altre valli alpine: quella dell’intagliare maschere.
E’ un rito più che un’arte. Dietro questo tipo di lavoro manuale, sopravvive una visione del mondo diversa, capace di risvegliare in ogni persona quella capacità di ritrovare il senso delle cose.

In tutto l’arco alpino esistono ancora luoghi con esperti mascherai dove l’intaglio della maschera continua ad essere un motivo di orgoglio che va oltre il significato artistico. Sauris è una di queste e dove si conserva una delle tradizioni più antiche.

Le maschere si rivelano principalmente nel periodo di Carnevale, anche è durante tutto l’inverno che si XXXil . L’usanza della maschera è da sempre legata ad un sapere e un sentire che aiuta l’essere umano a prendere la vita con maggiore saggezza.

Alcune di queste sono divenute veri “personaggi” che aiutano a comprendere una prospettiva d’osservazione diversa verso la vita, che ci aiuta a vivere le situazioni con leggerezza e ironia. In questo modo si esorcizzano le paure, e si sceglie di dare forza alla gioia anzichè al lato oscuro della vita. Forse per questo i carnevali più antichi che si conservano nelle Alpi conservano sempre immagini di maschere che riflettono questi due aspetti: quello terrifico e quello che guarisce, quello che intimidisce e quello che stimola il coraggio, quello delle tenebre e quello della luce.

Il mistero delle maschere non si limita ad una spiegazione così semplice: la tradizione infatti esiste perchè si conservano significati ben più profondi nelle varie maschere, significati che si rifanno a ruoli ben precisi, e che di norma prendono forza soprattutto per auiutare le persone a dare forza a tutti quegli aspetti che possono inforndere bellezza, gioco, coraggio, salute, e che comunque possono apportare luce e positività nella gente alpina.

Tra le tante maschere, a Sauris ce ne sono due antichissime il cui ruolo è assai emblematico: il Rölar e il Kheirar. Il Rölar porta grandi sonagli legati attorno alla vita ed il suo compito è quello di avvertire la gente affinché sia pronta per la festa, mentre Il Kheirar è il re della mascherata, porta una maschera di legno e una grande scopa e guida il gruppo delle maschere negli angoli più suggestivi del paese fino ad introdursi nel bosco. Lo scopo del primo è quello di “raccogliere le forze (e la gente) per compiere un’”azione comune”, mentre lo scopo del secondo è quello di “spazzare via gli spiriti maligni“.

Dietro a questo “mistero” – tradizionalmente eseguito nel periodo del Carnevale con una suggestiva cerimonia con le Lanterne, sopravvive un antichissimo insegnamento di vita: è nella doppia personalità della maschera – quella che nasconde la natura interiore da quella esteriore – la possibilità di rinnovare la vita; quella capacità di giocare e di mostrare ambiguità nella sua immagine (per esempio la donna baffuta, oppure l’uomo effeminato) che si impara a gestire le forze che ci animano nella vita.

Una tradizione antica, che a Sauris attraverso le maschere ci consente di riappriopriarci – in modo forse un po’ arcaico – della naturale capacità di agire e di fare tutto quel che serve per migliorare la propria vita e con l’ambiente che ci circonda.

http://www.riglar.it/il-mistero-delle-maschere-alpine-sauris/



Categorie:C01- Maschere di Carnevale - Carnival Masks

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